La prima sera con un’AMI
Isabelle torna a casa con la sua Citroën AMI appena consegnata. Apre il bagagliaio, tira fuori il cavo arrotolato nella sua borsa, lo collega alla presa dell’auto, un connettore proprietario compatto, e cerca dove collegarlo dall’altro lato. La cucina? Il corridoio? Finisce col tirare il cavo fino alla presa del bagno. L’auto è in carica. Si chiede comunque: è davvero il modo giusto di farlo?
La risposta è sì, ma con qualche sfumatura. Ricaricare un’auto senza patente elettrica a casa è una delle grandi comodità di questo tipo di veicolo. Ecco cosa c’è da sapere.
Perché la ricarica domestica è semplice per un’auto senza patente elettrica
Un’auto senza patente elettrica è, tecnicamente, un veicolo a consumo molto ridotto. La batteria di una Citroën AMI ha una capacità di 5,5 kWh. Quella di un Aixam E-City Pack o di un Ligier JS50 Sport elettrico si aggira tra 6 e 10 kWh. Per confronto, una Renault ZOE monta 52 kWh.
Questa capacità ridotta ha una conseguenza diretta sulla ricarica: una presa domestica standard è sufficiente.
Niente colonnina dedicata, niente elettricista per lavori. Una presa di tipo Schuko (tipo E/F) a 16 ampere, la presa a muro standard in Francia, eroga 3,7 kW, perfettamente adatta alla potenza massima di carica accettata dalle auto senza patente elettriche.
Tempo di carica per modello
| Modello | Batteria | Tempo di carica (presa 3,7 kW) |
|---|---|---|
| Citroën AMI | 5,5 kWh | 3h30 |
| Aixam e-City Pack | 6,9 kWh | 4h30 |
| Ligier JS50 Sport E | 6,0 kWh | 4h |
| Microcar M.Go Electric | 8,5 kWh | 5h30 |
In pratica, se colleghi il veicolo rientrando a casa la sera verso le 19, è carico per la mattina seguente. La maggior parte dei conducenti di auto senza patente elettriche collega sistematicamente il proprio veicolo a ogni rientro, come fanno con il telefono.
Il cavo Mode 2: ciò che è fornito con il veicolo
La quasi totalità delle auto senza patente elettriche è consegnata con un cavo Mode 2 nel bagagliaio. Questo cavo è dotato di una scatola di controllo intermedia (ICCB) che gestisce la comunicazione tra il veicolo e la presa a muro e protegge dai sovraccarichi.
Il cavo Mode 2 standard fornito con le auto senza patente è tarato per 10 A (e non 16 A), il che dà una potenza di carica effettiva di 2,3 kW. Risultato: i tempi di carica sono leggermente più lunghi rispetto alla tabella sopra, calcola piuttosto 4h30 a 6h secondo il modello.
Alcuni costruttori propongono, in opzione o di serie, un cavo Mode 2 rinforzato a 16 A. Verifica cosa accetta il tuo veicolo prima di investire.
Cosa non fare
- Non usare prolunghe, soprattutto non una ciabatta standard. Una prolunga standard non è dimensionata per una carica prolungata di diverse ore. Nel migliore dei casi, la presa si scalda. Nel peggiore, prende fuoco. Se la presa è troppo lontana, fai intervenire un elettricista per installare una presa adatta nel punto desiderato.
- Non usare una presa vecchia di tipo “2P” senza terra, la carica richiede una presa con messa a terra.
Costo di una carica completa
Il calcolo è semplice. In Francia, la tariffa regolamentata dell’elettricità (tariffa blu EDF) nel 2025 è di circa 0,2516 €/kWh in fascia piena, e attorno a 0,1735 €/kWh in fascia ridotta.
Per una batteria da 7 kWh ricaricata in fascia piena: 7 × 0,2516 = 1,76 €.
In fascia ridotta (tariffa fascia piena/fascia ridotta): 7 × 0,1735 = 1,21 €.
Su un anno, contando 300 giorni di utilizzo con una carica completa ogni sera, il costo annuale di elettricità per un’auto senza patente si colloca tra 360 e 530 €, contro 1 200 a 1 800 € di carburante per un modello a combustione equivalente.
Conviene installare una colonnina a casa?
Una colonnina di ricarica è un’installazione dedicata, installata da un elettricista qualificato. Eroga generalmente 7,4 kW (monofase 32 A) o 11 kW (trifase).
Per un’auto senza patente elettrica, la colonnina non è necessaria. La potenza di carica massima accettata da un’auto senza patente è limitata dal caricatore di bordo del veicolo (generalmente 3 a 3,7 kW). Installare una colonnina da 7,4 kW non accelererebbe la carica.
La colonnina può comunque presentare un interesse se:
- Hai più veicoli elettrici da ricaricare
- Vuoi un monitoraggio preciso del tuo consumo dedicato al veicolo (utile per il rimborso in caso di veicolo professionale)
- Vuoi un’installazione pulita e sicura, con un cavo integrato nel muro
Il costo di installazione di una colonnina a casa varia tra 600 e 1 200 € (colonnina + installazione) secondo la complessità del cantiere elettrico. Alcuni incentivi possono coprire fino al 50 % del costo in determinate situazioni (privato in una casa singola o condominio con accordo dell’assemblea).
Il caso del condominio
È spesso il punto che blocca tutto. Abiti in appartamento e desideri ricaricare la tua auto senza patente nel parcheggio della residenza.
In Italia, il Codice civile e la normativa sulla mobilità elettrica riconoscono il diritto alla presa: ogni condomino o inquilino ha il diritto di richiedere l’installazione di una presa o di una colonnina dedicata nel proprio posto auto, a proprie spese, fatta salva la notifica preventiva all’amministratore.
La procedura
- Notificare l’amministratore tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, almeno 3 mesi prima dei lavori. L’amministratore deve iscrivere la richiesta all’ordine del giorno della prossima assemblea.
- L’assemblea vota, il voto avviene a maggioranza semplice. Salvo che l’amministratore possa dimostrare motivi seri e legittimi che vi si oppongono (vincolo tecnico reale, non semplice convenienza personale), il rifiuto è illegittimo.
- I lavori sono a tuo carico, ti fai carico dell’installazione della derivazione dal quadro elettrico fino al tuo posto auto. Rivolgiti a un elettricista qualificato per il preventivo e l’installazione.
In pratica, per un’auto senza patente la cui carica avviene tramite una semplice presa Schuko, la procedura può essere alleggerita: una presa 16 A con terra nel tuo posto auto è talvolta realizzabile nell’ambito di una piccola modifica elettrica a costo modesto (150 a 300 €), da validare con l’elettricista e l’amministratore.
Autonomia reale: cosa aspettarsi
I costruttori dichiarano autonomie tra 60 e 100 km secondo i modelli. Nell’uso reale, bisogna ragionare su 50 a 75 km:
- Il freddo (sotto i 5°C) riduce la capacità delle batterie del 15 al 25 %
- L’uso intensivo del riscaldamento o della climatizzazione riduce ulteriormente l’autonomia
- Le partenze frequenti in città sono dispendiose
Per un uso quotidiano, tragitti casa-lavoro, spesa, medico, un’autonomia reale di 50 km è ampiamente sufficiente per la maggior parte dei conducenti di auto senza patente. Secondo uno studio dell’agenzia francese per l’ambiente ADEME, l’80 % degli spostamenti quotidiani in Francia è inferiore a 15 km.
Cosa ricordare
- Una presa a muro standard (3,7 kW) è sufficiente per ricaricare un’auto senza patente elettrica
- Il cavo Mode 2 fornito con il veicolo è adatto, non serve acquistare altro
- Il costo di una carica completa è di circa 1 a 1,5 €
- Niente colonnina necessaria, salvo per comodità o uso multi-veicolo
- In condominio si applica il diritto alla presa: la richiesta si fa con raccomandata all’amministratore
Una volta caricata la tua auto senza patente elettrica e in viaggio, arriva la questione della navigazione. I GPS classici (Waze, Google Maps) ignorano i vincoli dei 45 km/h: propongono strade inadatte e tempi di arrivo sistematicamente sottostimati. TacTac è l’applicazione GPS progettata esclusivamente per le auto senza patente, con un instradamento filtrato L6e e tempi di percorrenza calcolati sulla tua velocità reale.